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Il semaforo blu

Posted in guida galattica, libri che incontro by Marco Castronovo on luglio 1, 2012

Una volta il semaforo che sta a Milano in piazza del Duomo fece una stranezza. Tutte le sue luci, ad un tratto, si tinsero di blu, e la gente non sapeva più come regolarsi. – Attraversiamo o non attraversiamo? Stiamo o non stiamo? Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l’insolito segnale blu, di un blu che così blu il cielo di Milano non era stato mai. In attesa di capirci qualcosa gli automobilisti strepitavano e strombettavano, i motociclisti facevano ruggire lo scappamento e i pedoni più grassi gridavano: – Lei non sa chi sono io! Gli spiritosi lanciavano frizzi: – Il verde se lo sarà mangiato il commendatore, per farci una villetta in campagna. – Il rosso lo hanno adoperato per tingere i pesci ai Giardini. – Col giallo sapete che ci fanno? Allungano l’olio d’oliva. Finalmente arrivò un vigile e si mise lui in mezzo all’incrocio a districare il traffico. Un altro vigile cercò la cassetta dei comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente. Prima di spegnersi il semaforo blu fece in tempo a pensare: «Poveretti! Io avevo dato il segnale di “via libera” per il cielo. Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio».

da “Favole al telefono”, G. Rodari

 

21

Posted in guida galattica by Marco Castronovo on dicembre 8, 2011

A 21 anni stai fuori di casa da abbastanza tempo per capire che non si esce mai davvero di casa, ma ciò che si fa anche senza volerlo è portarla là dove si va, espanderne le pareti, aggiungere nuove stanze, nuovi oggetti. Ti rendi conto allora che non odii la tua casa, perché farlo è odiare te stesso. Ciò che odiavi era la sua forma primitiva, rudimentale, estranea: tutto ciò che ti è familiare nell’infanzia è di una casualità brutale, non l’hai voluto, non l’hai scelto. E invece di passare la vita a cercare di abituarti a questa brutalità hai deciso di viaggiare, imparare e conoscere nuove persone. Forse è questo diventare adulti, prendere il controllo della propria vita nella misura in cui è possibile. La verità che ti pare immediatamente chiara è che questo costa fatica, nuovi abbandoni di case nuovamente odiate e poi riscoperte come tue. E a tratti ti pare di cominciare a capire, proprio mentre inizi a vivere, di cosa si parla quando si parla di morte, o quando si crede di farlo. Morte è rimanere in quella casa, cedere alla stanchezza, convincersi che non vale più la pena di correre da qualche parte a vedere se è lì che si nasconde ciò che hai sempre cercato e che nella tua casa non c’era o non riuscivi a trovare. E’ allora che sei pronto per amare, cioè per sfidare la morte.

Il giorno prima di un nuovo giorno

Posted in un batter d'occhio by Marco Castronovo on novembre 4, 2011

Domani vado a Roma. Mentre scrivo i Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) hanno un rendimento superiore al 6% sui 10 anni, in incremento rispetto al passato. Questo significa che per finanziare il proprio debito pubblico il mio paese paga degli interessi più alti ai creditori, segno che il debito diventa difficilmente sostenibile. Secondo quanto osservato nel caso di Portogallo, Irlanda e Grecia con equivalenti titoli di stato, la soglia magica del crack è il 7%.

Domani vado a Roma. Mentre scrivo le previsioni climatiche per la zona annunciano cielo coperto, pioggia, pioggia e schiarite, poco nuvoloso, nubi sparse e pioggia debole. Questo significa che i colori dominanti alla manifestazione del Partito Democratico saranno verde, grigio, bianco, grigio, rosso e grigio. Mi sembra una variazione appropriata sul tricolore nazionale.

Domani vado a Roma. Il mio treno parte alle 7.45 e mi lascia davanti a 32 denti che mi aspettano per mangiare insieme. La ragazza si chiama Nicoletta, siamo amici. Questo significa che so più cose di lei, in media, rispetto alle altre persone e viceversa. Forse ultimamente non so molto di lei, ma domani ci rivediamo.

Non so cosa accadrà i giorni dopo domani, se il mio paese ce la farà, se le previsioni del meteo per Roma saranno corrette, se la mia amica sarà cambiata rispetto a come la ricordo. So che per la prima volta, domani andrò a Roma per qualche ragione e poi ci sarà un nuovo giorno.

 

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Allegre vacanze di un fuori sede

Posted in poesie by Marco Castronovo on gennaio 4, 2011

Un incipit terroristico
di amore impossibile
e reale sul mare.

Spezzoni di film tagliati
e mozziconi di vita morenti
su terra ipoteticamente odiata.

La sensazione
di aver tralasciato qualcosa,
la paura che il viaggio
sia latitanza.

Italian After All

Posted in un batter d'occhio by Marco Castronovo on novembre 28, 2010

Cosa serve all’Italia? Un risorgimento intellettuale, etico, pragmatico, che indirizzi le sue energie ai problemi che dividono. Non serve fantasia o ideologia, solo la volontà di fare bene ogni giorno senza sentirsi eroi, solo esseri viventi che condividono un pezzo dello spaziotempo. Questo è il mio inno, lo striscione sulla torre un po’ pendente della mia coscienza.

 

Backtrack

Posted in guida galattica by Marco Castronovo on ottobre 9, 2010

A volte mi sento come smarrito in un grande labirinto.

Un algoritmo di backtrack permette di trovare in modo brutale la soluzione di un problema in cui è necessario compiere delle scelte. Non fa altro che esplorare tutte le soluzioni possibili, tenendo traccia dei punti in cui ha effettuato delle scelte arbitrarie e tornando indietro quando una di queste porta ad un vicolo cieco. Il filo di Arianna è un rudimentale algoritmo di backtrack, non suggerisce la via d’uscita dal labirinto ma consente di tronare all’incrocio precedente e procedere per tentativi senza perdersi.

Così  a volte mi sento Teseo. Gettato in questa vita come in un labirinto, ma senza Arianna. Solo io e la prossima svolta, io e la precedente, io e quella che non prenderò mai. E anche se ce l’avessi poi, questo filo? Il tempo a disposizione non mi consentirebbe di esplorare tutte le possibilità, di fare e disfare tutte le scelte. Per vivere è in una certa misura necessario non vivere, decidere a cosa rinunciare, cosa non essere anche in ciò che è possibile essere. Come dice Marco l’uomo è poco avvezzo a considerare la morte come parte integrante della propria natura, eppure molte cose muoiono in noi continuamente insieme a quelle che nascono, siano esse cellule, istinti o pensieri. E questo determina ciò che alla fine siamo.

Ti aspetto alla prossima svolta Arianna. Ci scalderemo insieme bruciando gomitoli e farà un po’ meno freddo in questo labirinto.

Galassia Internet

Posted in libri che incontro by Marco Castronovo on agosto 16, 2010

Network

Castells riconosce in Internet un paradigma nuovo della nostra epoca, quello di network. Dopo aver percorso la storia di Internet e delle persone che la animano, lo studioso si occupa di rintracciare questo paradigma nell’economia, nei rapporti sociali, nella politica e nella realtà geografica e urbana in cui viviamo.

La trattazione è accessibile ai non specialisti, anche se risente della carenza di grafici e tabelle che rendano i dati presentati e interpretati più facili da visualizzare. Il tono è sempre equilibrato e l’entusiasmo per il nuovo non offusca l’analisi critica, come testimonia in particolare il capitolo dedicato al digital divide.

L’opera del 2001 ha oggi due difetti principali. Il primo è quello di considerare, per un’analisi che vorrebbe essere globale, soltanto alcune realtà oltre all’America del Nord: Spagna, Portogallo, Germania, Irlanda, Russia, Brasile, Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Messico e Sudafrica sono oggetto di studio meno approfondito e altri Paesi vengono citati di rado. Il secondo è quello di essere datata, come rivela in particolare il capitolo dedicato alla convergenza dei media.

Tuttavia, la validità dell’analisi resiste alla prova del tempo e dimostra che quest’opera è necessaria, anche se non sufficiente, per comprendere e modificare in meglio la realtà in cui viviamo, come esorta a fare Castells nella conclusione.

M. Castells “Internet Galaxy” 2001, nella traduzione di Stefano Viviani “Galassia Internet”, Feltrinelli

I sotterranei

Posted in libri che incontro by Marco Castronovo on luglio 13, 2010

San Francisco

Chiudo il mio primo Kerouac e un maledetto prurito al cervello mi fa urlare che no, non ho mai scritto parlato con la mia lingua e se anche lo faccio, quante cose non ho da raccontare! Amici, è davvero musica svezzasordi questa prosa, un dito nello stomaco questa visione notturna oltreoceanica che Kerouac srotola dalla sua macchina da scrivere. Autentica sbronza per Mardou povero Leo, che da questa non ne esci bene la mattina dopo con gli uccelli che cantano il caffè e tutto il resto, con questa no ci devi proprio vivere da sobrio e capirla affrontarla fino in fondo, magari in un libro.

J. Kerouac “The Subterraneans” 1958 nella traduzione anonima “I sotterranei”, Feltrinelli

a Jack

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Sostiene Pereira

Posted in libri che incontro by Marco Castronovo on giugno 21, 2010

Pereira vive nel lutto. Scrittore di necrologi, si protegge col manto della morte da una vita che d’improvviso lo spaventa. Morte non come disfacimento, ma cristallizzazione di un passato dolce e nostalgico come un fado. Alla perdita della moglie si unisce quella della libertà, negata dall’opprimente regime di Salazar. Tra una limonata molto zuccherata e l’altra, Pereira sopravvive distrattamente, fino a che un giovane dissidente non riaccende in lui la passione per il presente. Un istinto paterno spinge l’uomo ad aiutarlo nell’impresa più grande di tutte: vivere. Nonostante le guardie, la violenza, la morte. Nonostante tutto, nutrire un amore e speranze per il futuro. Essere felici, e lottare. Non sono poi queste due una cosa sola?

A. Tabucchi “Sotiene Pereira”  1994, Feltrinelli

ad Agnese

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Etica matematica

Posted in guida galattica by Marco Castronovo on giugno 15, 2010

Un matematico ha un’etica? Ne ho parlato oggi con Marco. A quanto pare noi due concordiamo sul fatto che essere matematici non significhi solo fare matematica, ma anche seguire alcuni principi etici che sono impliciti nella pratica della buona matematica, ma che possono essere trasposti al di fuori di questo contesto, acquisendo un valore diverso.

  • Distinguere realtà e apparenza: il matematico è abituato a separare con cautela ciò che ritiene reale e che sa spiegare da ciò che appare ragionevole, ma necessita di ulteriori approfondimenti; sebbene spesso non possiamo basarci solo su ciò che sappiamo essere reale, è bene essere consapevoli di questa differenza.
  • Distinguere vero e falso: il matematico crede nella logica e nel fatto che, assunte alcune verità condivise, si possa distinguere a partire da esse alcune cose vere da altre false, e non tutto è sullo stesso generico piano dell’opinione.
  • Parlare in modo preciso: le parole sono importanti! il modo in cui pensiamo e il modo in cui parliamo sono connessi, a volte nuovi modi di pensare portano a nuovi modi di parlare, a volte viceversa; in ogni caso è importante prestare attenzione al linguaggio e alla forma, oltre che al contenuto delle proprie parole.
  • Rifiutare il principio di autorità: l’unica autorità che il matematico riconosce è la sua ragione, nessuna persona o idea che non la sappia convincere ha più o meno autorità delle altre.
  • Voler sapere: anche quando sa di non sapere, il matematico vuole sapere; in altre parole, odia l’ignoranza e la combatte.
  • Apprezzare la bellezza: il matematico sperimenta nella sua attività quotidiana la bellezza, crede nel suo valore e la promuove là dove la riconosce, in ogni contesto.

Per adesso direi che basta così.

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